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[RECENSIONE] Super Cane Magic ZERO su Nintendo Switch: follia e magia a portata di mano

Dopo una campagna di crowdfunding e un lungo periodo di sviluppo, è finalmente arrivato anche sugli scaffali dove riponiamo i nostri videogiochi un prodotto della mente di SIO, nome d’arte di Simone Albrigi, fumettista italiano noto per le sue vignette dalla comicità esilarante. Super Cane Magic ZERO – Legend of The Cane Cane, sviluppato dallo Studio Evil di Bologna e ufficialmente rilasciato il 30 maggio scorso anche su Nintendo Switch, non è affatto un prodotto costruito ad arte per soddisfare esclusivamente il fandom di SIO, ma si propone come la sintesi ideale tra le idee strampalate partorite dalla fervida fantasia dell’autore, un classico impianto ruolistico e semplici meccaniche da hack and slash. Ma il gioco è riuscito davvero in questo intento? È davvero un action-RPG che intrattiene?

Per la nostra recensione abbiamo ricevuto una copia per Nintendo Switch, pertanto essa verterà esclusivamente sulla nostra esperienza con la console ibrida.

Vivere nella mente di SIO

Le situazioni e i personaggi con cui ci interfacciamo fin dall’inizio della nostra avventura in Super Cane Magic ZERO sono esattamente ciò che vi aspettereste di vedere da un autore come SIO. Il surrealismo generale, i dialoghi completamente fuori di testa o perfino la scelta della classe del nostro personaggio stuzzicano gli affezionati all’autore, ma in più di un’occasione sono in grado di strappare sonore risate anche ai neofiti dell’immaginario nonsense di SIO. Non viene risparmiata nemmeno la scelta del nome, come si può vedere dall’immagine in basso.

Sebbene tutto il gioco sia completamente intriso di questa magica follia, la storia di fondo ha un impianto narrativo che almeno è basilare; in poche parole, c’è una situazione misteriosa che ha sconvolto l’intero equilibrio del mondo di gioco a cui noi dovremo porre rimedio: il Mago Torta, così chiamato perché crea torte e mangia insalate di torte, muore improvvisamente; il suo cane di nome AAAH!, per il forte dispiacere diventa un potente stregone in grado di incasinare il mondo ghiacciando vulcani o facendo precipitare meteoriti ogni volta che abbaia. Il nostro ruolo è quello di radunare tutti i maghi più potenti del Mondo di WOTF per trovare e sconfiggere AAAH!.

In questo mondo pieno di magia, mostri, dolciumi e bastoni (che in realtà sono cani perché a WOTF la parola per cane e bastone è la stessa per entrambe le cose: cane) incontriamo non solo tanti dei personaggi già noti delle vignette di SIO, come il Dottor Culocane, ma troviamo anche tanti riferimenti alla cultura pop e allo stesso mondo dei videogiochi che perfino i giocatori non avvezzi alla comicità dell’autore non possono far altro che apprezzare. In effetti è facile notare come spesso SIO si diverta a prendere in giro gli stilemi classici dei videogiochi: alcuni personaggi ricordano chiaramente i propri corrispettivi provenienti da altri franchise, mentre alcune situazioni sono raccontate in modo da poter deridere i tratti caratteristici di un genere o di un altro (a un certo punto, per esempio, ci si ritrova alla ricerca di un personaggio esaminando alcune misteriose pagine di un diario trovate per terra).

Anche lo stile grafico è immediatamente riconducibile ai buffi scarabocchi dell’autore, i quali, trasposti in un mondo virtualmente tangibile e dotato di profondità di campo, funzionano alla perfezione. La visuale dall’alto è adatta a un gioco fatto di esplorazione, lanci ed esplosioni, ed è possibile fare anche zoom out o consultare la minimappa in basso a destra. Forse sarebbe stata gradita una telecamera più vicina in modalità portatile poiché, purtroppo, si perdono alcuni dettagli al restringersi dello schermo. L’accompagnamento musicale in chiptune dona all’avventura un leggero sapore retro’, e l’allegria generale dei brani si sposa bene nel contesto spensierato e divertente dell’intero gioco. In generale, nella sua totalità l’esperienza ludica di Super Cane Magic ZERO può essere comparata al trovarsi all’improvviso nella testa di SIO.

Un vero gioco di ruolo

Molto basilare, ma sorprendentemente convincente, è anche l’impianto GDR su cui si poggia il funzionamento del proprio alter ego. Per cominciare, ogni personaggio giocabile ha una sua classe specifica, come l’Idraulico o l’Influencer, la quale ha differenti valori nelle caratteristiche ed è in grado di attivare uno specifico potere speciale attraverso i tasti ZR o ZL dei joycon. Di fianco alle caratteristiche del personaggio ci sono poi le tante statistiche di gioco, come ad esempio la difesa contro questo o quel dato elemento (sì, ci sono anche gli elementi: Veleno, Ghiaccio, Fuoco ed Energia), statistiche legate all’esplorazione e al combattimento e diversi tipi di oggetti equipaggiabili a loro volta forniti di proprie classi, effetti e statistiche.

Ma non finisce qui: come ogni GDR che si rispetti, l’esperienza guadagnata dal personaggio permette un avanzamento del proprio livello che sblocca nuovi poteri o nuovi effetti attraverso il meraviglioso sistema di credenze. Nel Mondo di WOTF basta credere di essere una cosa per esserla davvero! Quindi, si può credere di essere una cometa di origini siderali piuttosto che un oggetto volante non identificato, e si hanno più poteri basati sul credo scelto. In questo modo la crescita del personaggio è ancora più personalizzabile.

L’esplorazione degli ambienti è croce e delizia di questo apparato GDR. Ci troviamo di fronte a un sistema da dungeon crawler, dove il personaggio si sposta tra ambienti labirintici con nemici e oggettistica più o meno casuali, che diventano più difficili da affrontare al crescere del proprio livello. Se da un lato il level design si dimostra intelligente nella costruzione dei percorsi, nei puzzle e nella ricchezza di contenuti, dall’altro lato i continui scontri, uniti ai lunghi percorsi da affrontare, non solo rischiano di stancare, ma rendono difficile un approccio temporaneo del gioco, costringendo il giocatore a dover passare molto tempo  con la console in mano. Ciò accade anche perché, malgrado i salvataggi automatici che conservano le risorse ottenute e i livelli guadagnati, ogni partita va ricominciata da un determinato check-point, il Portale dei Cavalli, di cui ne esiste uno per ogni zona.

L’eccessiva lontananza tra un portale e l’altro potrebbe andare a discapito non solo di chi ha poco tempo da dedicare al gioco, ma anche di chi ha un grado di sopportazione minore al tipo di comicità di SIO: troppo grinding senza possibilità di salvare realmente i progressi nel proprio percorso e troppo nonsense potrebbero stuccare il giocatore. Se il tutto poi si somma ai gravi cali di frame nelle situazioni più concitate e ai lunghissimi caricamenti, il problema si fa sentire anche di più. Abbiamo riscontrato questi problemi tecnici sia in modalità docked che portatile, e si verificano lievi cali di frame anche in momenti apparentemente tranquilli, sebbene non danneggino l’esperienza di gioco quanto quelli più seri. Sono presenti anche rarissimi piccoli bug, ma si tratta di dettagli tranquillamente sistemabili con una patch.

Mangiare o lanciare?

Il vero fiore all’occhiello del gioco, però, è il gameplay action. In Super Cane Magic ZERO ci si ritrova continuamente in combattimenti al limite dell’assurdo, e molto spesso queste lotte diventano davvero frenetiche e divertenti. Oltre al già citato potere speciale legato alla classe del personaggio, muoviamo l’avatar di gioco attraverso l’analogico sinistro, mentre con l’analogico destro regoliamo la mira. I nostri attacchi possono essere compiuti sia attraverso le armi equipaggiate sul momento, premendo il tasto R, sia lanciando gli oggetti che possiamo raccogliere da terra.

Gli oggetti che si trovano in giro sono davvero tanti, e perfino dopo le nostre decine e decine di ore di gioco non siamo in grado di dire se siamo riusciti a trovarli tutti. Solo una minima parte di questi oggetti, quelli circondati da un’aura luminosa, è equipaggiabile dal nostro personaggio. Col resto degli oggetti possiamo solo compiere le due azioni cardine del gioco: mangiare e lanciare.

Il lancio è in genere il miglior attacco, a meno che non si disponga di un’arma particolarmente efficace contro un determinato nemico; ci sono oggetti che se lanciati tornano indietro come boomerang, come accade con le banane o il Giappone (sì, possiamo lanciare il Giappone!), altri oggetti che esplodono al contatto col suolo, altri ancora sono indistruttibili e possono essere lanciati un numero indefinito di volte, e altri più rari addirittura contengono al loro interno alleati preziosi. Inoltre, possiamo anche lanciare i nostri nemici storditi!

Mangiare gli oggetti è essenziale per due motivi: il primo è che gli oggetti commestibili ci restituiscono Punti Vita e, magari, donano qualche gradito effetto temporaneo; il secondo motivo è che non avendo alcuna descrizione degli oggetti che troviamo in giro, l’unico modo che abbiamo per conoscerne al meglio il loro utilizzo è assaggiarli. Questa non è assolutamente una mancanza, ma una scelta di design precisa e geniale che si adatta perfettamente allo spirito di gioco irriverente.

La varietà dei mostri è minore di quella degli oggetti, ma non per questo da sottovalutare. Sebbene non ci sia un’Intelligenza Artificiale eccelsa, avanzando con i livelli ci ritroviamo davanti a sfide sempre più stimolanti e pericolose. Anche i puzzle in giro per le mappe sono vari e soddisfacenti, alcuni molto lunghi da portare a termine. Insomma, se vi aspettate solo ed esclusivamente nonsense e sciocchezze da un gioco del genere, vi sbagliate di grosso: portare a termine l’avventura è un processo lungo e impegnativo, specialmente per i maniaci del completismo. La storia è affrontabile anche in modalità cooperativa fino a 4 persone, mentre per sfide all’ultimo sangue con i proprio amici esiste un’arena multiplayer; peccato, però, per la completa assenza di servizi online.

Poco gradita è anche l’impossibilità di cambiare tipo di gamepad durante il gioco, una cosa che dovrebbe essere essenziale per una console come la Nintendo Switch. Per cambiare modalità di gioco, per esempio da docked (con gamepad alla mano) a portatile, è necessario uscire dalla partita e ricominciare daccapo, poiché i Joy-Con non saranno altrimenti impugnabili. Speriamo che questo aspetto venga sistemato in futuro.

Giudizio finale

Super Cane Magic ZERO intrattiene e diverte sia con l’umorismo di SIO, sia con il suo gameplay ben costruito, e per questi motivi è un gioco indicato principalmente ai fan dell’autore e agli appassionati di hack and slash. Tuttavia, i giocatori che non rientrano in queste due categorie non hanno nulla da temere: il gioco è acquistabile a un ottimo prezzo e, essendo un action-RPG nonsense davvero di buona fattura, appaga qualsivoglia giocatore che sia in grado di scendere a patti con sessioni di gioco lunghe e continue mancanze di senso. Inoltre, vi assicuriamo che l’oroscopo ha effetti reali sulle persone.

Le meccaniche, le quest, i personaggi e gli oggetti, per quanto possano appartenere a un tipo di comicità apparentemente vuota di contenuti, in realtà nascondono molte citazioni e prese in giro al nostro mondo reale e soprattutto al mondo dei videogiochi. Il nonsense di Super Cane Magic ZERO non è solo fine a sé stesso, ma in numerosi contesti è funzionale a questa contorta dichiarazione d’amore ai videogiochi da parte di SIO e Studio Evil.

Non è un caso se questo gioco si trova attualmente tra i titoli più venduti sul Nintendo eShop, dopo due settimane dal lancio: è un videogioco che non può mancare nella vostra collezione!

Articolo di Alessandro Colantonio

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