[RECENSIONE] Dark Souls: Remastered, preparatevi a morire su Nintendo Switch!

758

Avete mai giocato a un gioco di ruolo vecchia scuola, ad esempio Dungeons & Dragons? Se la risposta è sì, sicuramente avrete amato l’assoluta libertà di creazione e crescita di un personaggio, il modo in cui si può interagire con il mondo a proprio piacimento e lo sviluppo di una storia non sempre chiara a primo impatto, ma immensamente affascinante. Esiste un prodotto che ha voluto portare tutte queste esperienze in versione digitale, riuscendoci perfettamente. Stiamo ovviamente parlando di Dark Souls, gioco pubblicato nel 2011 da FromSoftware per PlayStation 3 e Xbox 360. Questo storico titolo ha rivoluzionato il concetto di videogioco mainstream, avvicinando i giocatori più occasionali a un livello di difficoltà che fino a quel momento era considerato esclusivo degli utenti esperti. La difficoltà non è limitata al solo gameplay: risulta infatti complicato persino venire a capo della trama del gioco, per la quale il protagonista si muove all’interno del mondo di gioco ignaro dei misteri celati al suo interno. Spetterà quindi al giocatore scoprire questi segreti man mano che la sua avventura lo porterà a esplorare ogni angolo di Lordran.

Il menù principale del gioco

Tutte queste caratteristiche valgono per ogni versione del gioco: quella originale, la Prepare to Die Edition (rilasciata anche per PC) e la più recente di tutte, Dark Souls: Remastered.
Dark Souls: Remastered è stato rilasciato su PC, PlayStation 4, Xbox One e, infine, Nintendo Switch. È proprio questa la console su cui abbiamo potuto giocare il titolo, per una trentina di ore, completandolo nella sua interezza e divertendoci a sperimentare nuove strategie. Vista l’esperienza assolutamente positiva tratta dalle molte ore passate con la versione per PC, eravamo assolutamente entusiasti all’idea di poter finalmente provare con mano il titolo sulla console ibrida.

Dark Souls Rimasterizzato

La domanda che tutti, noi compresi, si sono posti quando hanno sentito parlare per la prima volta di questa versione è stata “Sì, ma cosa cambia?“. Ebbene, Dark Souls: Remastered si pone come obbiettivo quello di portare lo storico titolo sulle console di ultima generazione, migliorandone il reparto grafico e stabilizzandolo, ottimizzando così la compatibilità con le ultime tecnologie. Questo, almeno, in teoria. È riuscito a raggiungere questi traguardi?

Dopo molte ore spese a stressare il gioco il più possibile, possiamo tranquillamente dire che il gioco è perfettamente stabile a 30 fotogrammi al secondo se giocato in modalità TV. Non siamo riusciti a far calare il frame rate in maniera percepibile nemmeno con l’uso di stregonerie e piromanzie estremamente appariscenti in zone critiche, come la Città Infame o gli Archivi del Duca. Lo stesso discorso non può essere applicato del tutto alla modalità portatile, i cui frame calano in alcune zone critiche, come i già citati Archivi. Questo calo non ha comunque nulla a che vedere, ad esempio, con le cadute vertiginose di cui la Prepare to Die Edition soffriva, o peggio ancora quelli presenti nella versione originale nei pressi della Città Infame.

Per quanto riguarda i miglioramenti grafici, abbiamo scoperto una cosa che ha provocato reazioni contrastanti. Di primo impatto ci ha lasciati straniti, forse persino un po’ delusi, ma dopo qualche ora di gioco abbiamo cominciato a capire il perché di questa scelta e ne siamo rimasto soddisfatti. Se avete già visto recensioni o anche solo screenshot di questa versione di DS, avrete già sicuramente sentito parlare dei miglioramenti alle texture, all’illuminazione e ai particellari.

Ebbene, Dark Souls: Remastered per Nintendo Switch presenta pochissimi di questi miglioramenti. Purtroppo, non abbiamo potuto provare questa versione del titolo su altre console o su PC, quindi siamo costretti a parlare basandoci sul parere di terzi, ma in molti hanno discusso di questi cambiamenti e di come possano piacere o meno. Per esempio, si parla dell’elevato contrasto che risulta in zone precedentemente normali ora estremamente buie, della luce che rende alcune armature metalliche “plasticose“, delle fiamme del falò, notoriamente di un innaturale rosso e dalla forma singolare, trasformate in dei semplici fuochi. Niente di tutto ciò è stato riscontrato su Nintendo Switch. Abbiamo notato tuttavia una certa nitidezza, superiore a quella della Prepare to Die.

Gwynevere, Principessa del Sole nonché simbolo di uno dei pochi momenti di tranquillità concessi al giocatore

Come dicevamo, a primo impatto queste mancanze ci hanno lasciati perplessi, ma notando come la versione portatile della console fatichi a rimanere nei parametri accettabili con queste scelte, siamo certi che sia stato fatto tutto il possibile per rendere l’esperienza di gioco quanto più godibile possibile.

Le altre aggiunte e migliorie di questa Remastered sono di natura diversa. Partendo dai dettagli, come un utilissimo falò aggiunto accanto al fabbro Vamos (notoriamente il fabbro più complicato da raggiungere), la possibilità di ottenere il Dito Rinsecchito (oggetto necessario per sfruttare al massimo le potenzialità del PvP) dal mercante al Borgo dei Non Morti e, assieme a quest’ultimo, numerosi cambiamenti al sistema di gioco online.

Anzitutto, il numero massimo di giocatori online è passato da 4 a 6 (per giocare in 6 è necessario appunto l’utilizzo del Dito Rinsecchito), è stato reso possibile l’uso di password per il gioco online similmente a quanto accade in Dark Souls 3, l’uso di oggetti curativi durante il PvP è stato limitato alle Fiaschette Estus, i cui usi verranno dimezzati per gli invasori. L’ultima modifica per quanto riguarda il PvP è stata fatta al matchmaking: esso si baserà sui potenziamenti delle armi, quindi un giocatore dotato di un’arma +15, ad esempio, non potrà invadere un Non Morto la cui arma è solamente +10.

Gli ultimi cambiamenti degni di nota sono quelli che potremmo definire come miglioramenti all’esperienza di gioco di chi prova Dark Souls. Per esempio, volendo consumare un oggetto, si potrà sceglierne la quantità (stiamo tutti pensando alle 30 Umanità in questo momento). Gli oggetti raccolti non verranno automaticamente inseriti nel menù di accesso rapido, ma dovranno essere posti manualmente, questo per evitare l’accumularsi di oggetti indesiderati. I Patti potranno essere cambiati direttamente al Falò e non recandosi dai rispettivi NPC e infine, tenendo premuti i tasti Su e Giù del pad direzionale, il menù si sposterà direttamente al primo oggetto o incantesimo equipaggiato, esattamente come per le Fiaschette Estus in Dark Souls 3.

È possibile cambiare Patto direttamente al falò (Inoltre potete notare come la fiamma sia rimasta invariata)

Ultimissima nota: come abbiamo già detto nel nostro Hands On riguardo il test fatto alla Milan Games Week 2018, i comandi sono stati mantenuti uguali a quelli originali e non adattati per Nintendo Switch. Questo significa, ad esempio, che il tasto di selezione è B e non A, come sarebbe facile immaginare. Una piccolezza, ma del tutto apprezzabile a nostro avviso. Potrebbe risultare difficile adattarsi per coloro che non hanno mai provato un titolo Souls, ma per tutti gli altri la transizione a una console Nintendo sarà molto più semplice.

Cosa ha Dark Souls: Remastered da offrire?

Cos’è Dark Souls? È un gioco che, come abbiamo già spiegato nell’introduzione, ha fatto della difficoltà la sua principale caratteristica. L’ha persino resa parte integrante della propria campagna marketing, tanto che la versione del gioco completa di contenuti aggiuntivi pubblicata nel 2012 si chiama, se tradotta, “Preparatevi a morire“. Questo non è però che uno strato superficiale: la difficoltà non è altro che la prima delle numerose caratteristiche che rendono Dark Souls il gioco che è. Libertà di scelta e di movimento, sistemi di combattimento ricchi di varianti, ma al contempo intuitivi, trama di gioco e ambientazione (o, per unire tutto in un unico termine, lore) assolutamente fantastiche e intricate, world design geniale e, ultimo ma non per importanza, un doppiaggio decisamente stellare.
Nel caso qualcuno non lo sapesse, riguardo a questo ultimo punto è importante sottolineare che, pur essendo il gioco di origine giapponese, il doppiaggio originale e universale è in inglese, le localizzazioni avvengono nei testi.

Il primo, inevitabilmente fatale, incontro con Seath il Senzascaglie

Dopo aver tessuto le lodi di Dark Souls ci tocca fare una domanda alla quale dare una risposta è sempre complesso: consigliamo l’acquisto del gioco?
Per quanto ci riguarda, Dark Souls: Remastered è il titolo perfetto per uno specifico gruppo di giocatori: i neofiti. Coloro che non hanno mai avuto a che fare con il gioco dovrebbero assolutamente considerare l’acquisto perché, secondo noi, questa è la versione definitiva di Dark Souls. I miglioramenti ci sono e sono numerosi, il PvP (o PvE, tramite le evocazioni) è molto più attivo che sull’originale e DS è un capolavoro a prescindere. Per tutti quelli che non conoscono bene Dark Souls, quindi, la nostra risposta è un ““, senza esitazione alcuna.

Per tutti gli altri, invece, dipende dai singoli casi. Coloro che sono perdutamente innamorati di Dark Souls e non vedono l’ora di poter rivivere le loro avventure a Lordran, magari portandosi Nintendo Switch in giro per il mondo, sicuramente apprezzeranno appieno il titolo. Se, invece, qualcuno volesse comprarlo pensando di vivere un’esperienza completamente nuova e ricca di dettagli inediti… Purtroppo non è quello l’obbiettivo di una Remastered e, se davvero fosse ciò in cui spera, farebbe meglio a ripensarci. Questa, però, è l’unica istanza in cui non consiglieremmo assolutamente l’acquisto del gioco.

Il titolo rimane pregiato ai nostri occhi, proprio perché si tratta del Dark Souls che conosciamo bene. Come Remastered, ha i suoi pro e i suoi contro ma rimane un prodotto più che valido.

Un enorme ringraziamento va a Nintendo Italia che, consegnandoci un codice per il download, ci ha permesso di gustare questo stupendo titolo in modo tale da poterlo recensire.

Galleria

Questo slideshow richiede JavaScript.

RASSEGNA PANORAMICA
Dark Souls: Remastered
8/10
Nato nel lontano (ma non troppo!) 1998, ha avuto la passione per i Pokémon a partire dal suo primo gioco, Rubino. Dopo quindici anni di incessante fedeltà al brand (con una piccola pausa durante la quinta generazione) ha deciso di unirsi a Pokémon Millennium per dare una mano alla community che ha ammirato per anni.

Commenti dal forum

Discutine sul forum