Dopo la promessa di un’intervista speciale con il direttore di Resident Evil Requiem, fatta durante lo scorso Nintendo Direct: Partner Showcase, il giorno dell’episodio di Creator’s Voice dedicato al nuovo titolo di Capcom è arrivato. Koshi Nakanishi ha offerto un po’ del suo tempo per raccontare alcuni aneddoti, riguardanti sia la sua vita da giocatore di software e console della grande N, che da sviluppatore di Resident Evil Requiem su Nintendo Switch 2 e altri giochi che hanno fatto la loro comparsa sulle console precedenti della casa videoludica di Kyoto.
Parlando dei suoi lavori precedenti nell’episodio di Creator’s Voice, Nakanishi ha fatto alcuni riferimenti a Resident Evil Revelations, l’ultimo titolo della saga a essere stato un’esclusiva Nintendo, fino a oggi. L’ispirazione per alcuni mostri di quel gioco è stata presa da Zelda II: The Adventure of Link, uno dei primi titoli mai giocati dal direttore della serie horror di Capcom, che ha poi spiegato perché la paura nei giochi sia importante. Per molti, sentire l’oppressione che questo genere di titoli causa è troppo, non riescono a godersi l’esperienza a causa delle forti emozioni che vengono causate. Ma, proprio per questo, gli horror dovrebbero essere giocati, per le sensazioni euforiche che causano.
Il mistero e la scoperta sono ciò che guida il genere horror, stimolando anche le reazioni dei giocatori e i loro istinti, portandoli a legare con i personaggi che guidano durante tutta la durata dei giochi. Il direttore Nakanishi ha poi spiegato che, nonostante la varietà di titoli di Resident Evil ormai presenti, partire direttamente da Requiem non sarebbe un errore; qualsiasi giocatore può godersi il nono capitolo della saga, anche senza conoscere gli eventi precedenti che hanno portato alla situazione in cui Grace e Leon si trovano nell’ormai desolata Raccoon City. Entrambi i personaggi hanno una storia da raccontare, diverse l’una dall’altra, ma con un punto di incontro al centro.
Rispetto ai capitoli precedenti, Resident Evil Requiem presenta un tipo di zombie diverso da quello dei primi titoli della serie, con comportamenti completamente differenti. Le loro caratteristiche di quando erano in vita rimangono anche in questa loro “rinascita”, che li rende però dei mostri aggressivi. Queste personalità affidate agli zombie hanno un risvolto nella storia di Resident Evil Requiem, che non è stato spiegato approfonditamente da Koshi Nakanishi durante il Creator’s Voice, ovviamente.
Ancora una volta, il direttore del titolo ha evidenziato quanto sia rimasto impressionato dalle capacità di Nintendo Switch 2 e dello scetticismo iniziale provato nei confronti delle possibilità delle console. Sembra che gli sviluppatori di Capcom abbiano promosso la piattaforma ibrida, ma tra qualche giorno anche i giocatori potranno decidere se confermare queste sensazioni.
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