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Pride Month 2022: Pokémon Millennium mostra tutti i suoi colori

In occasione della ricorrenza del Pride Month, lo staff di Pokémon Millennium ha voluto mostrare il proprio supporto alla comunità LGBTQIA+.

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   · 12 min lettura Mondo
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In occasione del Pride Month del 2022, celebrato annualmente nel mese di giugno, lo staff di Pokémon Millennium ha voluto mostrare il proprio supporto tramite dei post su Instagram e Facebook, al fine di portare informazione e consapevolezza sull’argomento, che non viene quasi mai affrontato a dovere. Essendo una prima infarinatura sulla questione, invitiamo tuttə ad informarsi tramite le testate giornalistiche dedicate, cosicché si possano avere tutti gli strumenti a disposizione per un rispetto reciproco.

La stesura dei post è stata a cura di Matteo Gabusi e Paolo Corongiu, mentre per le coloratissime illustrazioni ringraziamo il lavoro di Petite Echorizon.

La Bandiera Arcobaleno

Pride Month

La bandiera arcobaleno è il simbolo per eccellenza del movimento LGBTQIA+ La versione più utilizzata è formata da sei colori, ognuno con un significato unico per rappresentare al meglio l’orgoglio e i diritti della comunità: il rosso rappresenta la vita, l’arancione la salute, il giallo la luce del sole, il verde la natura, il blu la magia e la pace e il viola lo spirito.
Utilizzata anche nei movimenti di Stonewall, la bandiera ora è diffusa globalmente per la lotta all’oppressione: non è raro infatti vederla esposta nei Pride, in manifestazioni pubbliche e all’esterno di attività e locali. Esistono altre versioni, come la Philadelphia People Of Color Inclusive Flag e la Progress Pride Flag, che include anche i tre colori della bandiera transgender.

Come il bianco con il nero, si dice che l’amore non possa esistere senza l’odio, ma è così strano desiderare un mondo senza quest’ultimo? Un mondo fatto di pace, amore e libertà, privo di pregiudizi. Che mondo è un mondo in cui qualcuno decide cosa è normale e cosa non lo è? Tutto quello che fa la natura è naturale. Noi di Pokémon Millennium non abbiamo paura di essere noi stessi: siate liberi anche voi di amare o, semplicemente, di non amare.

Omosessualità femminile

Pride Month

La bandiera lesbica rappresenta l’orgoglio dell’omosessualità femminile, essa è formata da cinque colori: l’arancione scuro indica la femminilità trasgressiva, l’arancione chiaro il senso di comunità, il bianco la non conformità di genere, il rosa la libertà e il rosa scuro l’amore. La bandiera ha avuto una storia travagliata, una delle prime versioni era formata da sette colori, tuttavia per via degli atteggiamenti razzisti e transfobici della creatrice non fu mai un successo all’interno della comunità; la bandiera attuale prende ispirazione dal design del 2018 di Emily Gwen, ma gli originali sette colori furono ridotti ai cinque per facilitarne la produzione.

Noi di Pokémon Millennium dedichiamo questo post a tutte le donne che hanno la forza di amare. Siamo più forti di quanto crediamo. Anche noi, come tante altre persone che leggeranno questo post, lottiamo ogni giorno. Tra le tante battaglie, spesso dobbiamo lottare anche se amiamo, perché a quanto pare per qualcuno è rilevante sapere il destinatario dei nostri sentimenti. Può essere davvero pesante, a volte, non abbassare mai gli scudi. Siamo donne che amano, in questo caso siamo donne che amano altre donne, cambia qualcosa? Ci auguriamo che tutte voi possiate trovare la felicità, tutti meritiamo di essere felici e nessuno potrà mai negarcelo. Siate complete con voi stesse, fate vedere al mondo quanto siete belle mostrandovi per ciò che siete e amate senza paura. Che stiate vivendo la vostra favola o che siate state deluse, non perdete mai quella forza di amare. Solo amando, il mondo può diventare un posto migliore.

Bisessualità

Pride Month

La bandiera bisessuale fu creata da Michael Page nel 1998 per dare visibilità e rappresentazione alla comunità bisessuale. Ispirato dai biangoli, un vecchio simbolo della bisessualità, Page ideò la bandiera con tre colori: il rosa, rappresentante dell’attrazione per lo stesso genere, il blu per il genere opposto e il lavanda, dato dall’unione dei due colori. Essere bisessuali non significa avere la stessa preferenza per i generi, ma esiste comunque la possibilità di favorirne uno piuttosto che l’altro.

Dicono che la vita sia fatta di scelte e che da queste dipenda la nostra persona. Molti credono che questo principio valga sempre, ma siamo sicuri sia così anche in amore? Davvero si può scegliere chi amare? Non decidiamo noi se amare un uomo o una donna, semplicemente ci innamoriamo. Ci teniamo ad aggiungere un’altra cosa a proposito delle “scelte”. È vero, Pokémon Millennium nasce per parlare di Pokémon e questi post si discostano un po’ dai classici argomenti portati. Ma è così un male? Come disse un saggio signore: siamo le scelte che facciamo. Ogni volta che qualcuno commenta negativamente questi post, anche se si tratta di una semplice parola scritta virtualmente, sceglie di rallentare un processo importante, sceglie di fare del male a tante persone che ora sono a casa, nascoste, che hanno paura di gettare la maschera che li incatena a una vita difficile. È meglio vivere una vita finta, ma serena, piuttosto che una vita vera, ma spaventosa. Se queste persone hanno paura è perché voi avete scelto questo. Avete una possibilità: scegliere di fare del bene, di aiutare le persone a vivere la propria vita, senza paura di raccontare agli amici cosa hanno fatto il sabato sera. Siate persone migliori, siate consapevoli che ogni vostra azione, anche minima, ha un peso. Oggi potete scegliere di salvare una vita e, magari, di cambiare il mondo.

Transgender

Pride Month

Il termine transgender è un termine ombrello coniato dall’attivista Virginia Prince, che racchiude tutte le persone cui identità di genere non corrisponde al genere determinato alla nascita.
La bandiera transgender fu creata nel 1999 da una donna transessuale, Monica Helms. È formata da tre colori: l’azzurro simboleggia il colore per tradizione associato al genere maschile, il rosa il colore associato per tradizione al genere femminile, mentre il bianco rappresenta le persone che stanno transitando, l’intersessualità e l’essere non binari, ossia non sentirsi parte del binarismo di genere. La bandiera è simmetrica, perché, secondo l’ideatrice, non importa in quale orientamento la si sventoli, sarà sempre corretta. Anche il franchise Pokémon ha deciso di rappresentare una donna transgender: una Bellezza (classe formata esclusivamente da allenatrici) dirà al giocatore di essere stata fino all’anno prima una Cintura Nera (classe formata solo da allenatori maschili).

Nessuno sceglie il corpo in cui nascere, non decidiamo noi se essere bassə o altə, se aver gli occhi chiari o scuri. Troveremo sempre qualcosa che non va nel nostro aspetto, caratteristiche che chiamiamo “difetti” e che dovremmo invece provare ad accettare. Ma a me è successa una cosa diversa, sono nata in un corpo che non è il mio. Per il mondo io sono un maschio, ma la verità è un’altra: sono una donna. Sono bellissima: ho dei capelli lunghi, come piacciono a me, delle ciglia che ipnotizzerebbero chiunque e poi quando metto i tacchi le mie amiche rimangono sempre stupite per il mio portamento. Non è una gonna che mi rende donna, io la metto perché mi piace, come mi piace girare con le felpe lunghe per casa. Sono una donna perché so di esserlo, mi sento così. Se foste nate voi nel corpo di un uomo (o viceversa) come vi sentireste? A me è successo questo e sto male, sto male perché nonostante io abbia lottato tanto per essere ciò che sono oggi, per molte persone rimango ancora un maschio. Forse è per la voce che è ancora leggermente profonda, forse per le mie mani. Ma davvero sono queste due cose che mi rendono un “maschio”? Ascoltate le mie parole e non il suono che fanno quando le pronuncio, non guardate se siamo altə o bassə, ma se siamo all’altezza. Il sesso che ci viene assegnato alla nascita può non coincidere con la nostra identità di genere. Quando questo avviene, le persone lottano costantemente per iniziare quella vita che avrebbero dovuto già vivere dalla nascita. Purtroppo non molti di noi ci riescono, spesso la vita ci schiaccia e per qualcuno è troppo da sopportare. Oggi dedichiamo questo post a tutte quelle persone che hanno lottato e ce l’hanno fatta, a quelle che non ci sono riuscite e a quelle stanno lottando ancora. La vita è una battaglia che non finisce mai, ma noi di Pokémon Millennium vi auguriamo di trovare quella serenità che state cercando, di vivere quella vita felice che tuttə noi meritiamo di avere, non siete solə.

Non-binary

Pride Month

Le identità non binarie sono le identità di genere che differiscono dal modello dicotomico maschile e femminile della società; il termine è racchiuso nel concetto di transgenere. La bandiera non-binary venne ideata da Kye Rowan nel 2014 ed è formata da tre colori: il giallo rappresenta tutti i generi fuori da quelli binari, ossia il maschile e femminile, il bianco le persone con più generi, il viola chi appartiene ad ambo i generi binari o ha una fluidità tra questi e il nero è simbolo della mancanza di genere. La bandiera è stata creata per coesistere con la bandiera genderqueer e non per sostituirla: le due bandiere sono entrambe opzioni valide per l’approccio alla propria identità non-binary.

Un Pokémon leggendario disse “Solo ora capisco che il modo in cui si viene al mondo è irrilevante. È quello che fai del dono della vita, che stabilisce chi sei.”. Nella vita siamo abituatə a identificare qualsiasi cosa vediamo, è proprio nella nostra natura, o meglio nella nostra cultura, etichettare. Lo facciamo per rendere il mondo più schematico, ordinato. Eppure, per quanto ancora strano per alcunə, identificarsi sempre in qualcosa di specifico è una circostanza che non tuttə riescono a vivere. Quando nasciamo ci viene assegnato un sesso, ma sappiamo bene che la vera identità è quella di genere. Noi però viviamo una situazione diversa: la distinzione tra i due generi ci va stretta. Non ci riconosciamo – o non soltanto – nei due poli. Qui non parliamo di orientamento sessuale, parliamo di identità. È difficile esprimerci per quello che siamo in un mondo che sembra essere fatto solo per alcunə. Portiamo avanti la nostra bandiera, lottando per una società inclusiva, per una vita che sia nostra e che non ci faccia sentire a disagio.

Asessualità

Pride Month

L’asessualità rappresenta l’assenza di attrazione sessuale, l’individuo asessuale di norma non prova alcuna attrazione verso nessun genere.
La bandiera asessuale è formata da quattro colori: il nero rappresenta l’asessualità, il grigio la sessualità grigia contenuta nello spettro dell’asessualità (per esempio i demisessuali, chi prova attrazione solo dopo aver instaurato un legame emotivo con una persona), il bianco l’allosessualità (chi prova attrazione fisica e romantica), mentre il viola è simbolo del senso di comunità, ispirato dal colore del sito dell’AVEN, Asexual Visibility and Education Network.
L’asessualità non esclude però in tutti i casi la presenza di altri tipi di attrazione come quella romantica, estetica, platonica o persino sensuale cioè inerente a baci, abbracci, ecc.

Abbiamo visto tante bandiere, ognuna volta a rappresentare delle persone. Anche se le bandiere sono diverse, di diverso tra tutte queste persone c’è ben poco. L’amore è universale, i sentimenti che si provano nascono e muoiono nello stesso modo, il desiderio del condividere momenti d’intimità con il proprio partner è il medesimo. Tuttavia questo desiderio ha un ruolo diverso per alcune persone. Già proprio così, noi siamo asessuali: non proviamo – o comunque rare volte – attrazione sessuale. Non è una scelta, tantomeno una colpa. Non amiamo di meno e neanche di più. Non è questo in fondo a renderci uguali, l’amore?

Pansessualità

Pride Month

La pansessualità è l’attrazione indipendente dal genere di un individuo, senza alcuna distinzione o preferenza. È importante distinguere la pansessualità dalla bisessualità, la prima non dà importanza al genere di una persona, in favore di un’apertura verso chiunque.
La bandiera pansessuale fu creata nel 2010 per dare spazio alla comunità pansessuale ed è formata da tre colori principali: il rosa rappresenta il genere femminile, il giallo rappresenta le identità non binarie e il celeste il genere maschile.

È dura riuscire a essere sé stessi in una società che fa fatica ad aprire le braccia verso tuttə. Qualcunə potrà pensare che nel 2022 nessuno possa più lamentarsi, che la società “accetti” tuttə e che ormai si “tolleri” anche l’idea di due persone dello stesso sesso insieme, dimenticandosi poi di tante altre realtà che abbiamo ritenuto giusto condividere con voi in questi giorni. Ma che verbi sono questi? Accettare? Tollerare? Chi siamo noi per accettare qualcun altrə, ma questo è un altro discorso. Dedichiamo il post di oggi a tutte quelle persone che amano senza paura di farlo, a prescindere dal proprio orientamento sessuale. In particolare, a tutti coloro che amano qualcunə per quello che è, non per il genere.

Aromanticismo

Pride Month


L’aromanticismo è un orientamento romantico in cui l’individuo non ha – o ha parzialmente – interesse per le relazioni romantiche e amorose. È comune per lə aromanticə essere anche asessuali, ma può coesistere anche l’attrazione sessuale senza attrazione romantica.
La bandiera aromantica è formata da cinque colori che rappresentano le parti della comunità: il verde scuro indica le persone aromantiche, il verde chiaro le persone nello spettro aromantico, il bianco le relazioni platoniche, il grigio le persone graysessuali (ossia che hanno sporadicamente attrazione sessuale) e demisessuali (chi ha attrazione sessuale solo con un forte legame emotivo) aromantiche e il nero le persone allosessuali aromantiche.

Non ho mai provato quella cosa chiamata “amore”. O meglio, l’ho provato per i miei amici, per la mia famiglia e persino per il mio gatto, ma non mi sono mai sentitə innamoratə. È difficile per me immaginarmi mano nella mano con qualcunə, è un concetto che non riesco proprio a concepire. In tanti mi hanno definito “stranə”, perché non ho mai cercato di avere una relazione e non sono interessatə a stare con qualcunə. Sono semplicemente aromanticə, non riesco a provare l’attrazione romantica che moltissimə altrə cercano per tutta la vita. Probabilmente non mi innamorerò mai e, sinceramente, sono contentə così, perché la mia felicità non dipende da una relazione, tantomeno da altre persone: voglio essere semplicemente me stessə.

Il Pride Month è giunto al termine, ma lottate ogni giorno per i vostri diritti e per quelli degli altri. Unitə si può fare la differenza per raggiungere una volta per tutte una parità universale. Che siate donne, uomini o non vi sentite di appartenere a nessuna delle due categorie ricordate: non sarete mai solə, siamo una grande famiglia. Vogliamo ringraziare i fan che hanno sostenuto l’iniziativa, anche tramite post sul gruppo Facebook e discussioni su Instagram; vorremmo inoltre mandare un messaggio a chi l’ha criticata aspramente definendola inutile e che ciò che pubblicavamo non fosse “Pokémon“. È vero, siamo un sito primariamente dedicato ai mostriciattoli tascabili, ma ciò non significa che certi argomenti non possano essere affrontati. Pokémon è da sempre un brand che ha avvicinato la comunità LGBTQIA+ in modo indiretto e ci siamo sentiti in dovere di rappresentare quante più persone possibili con queste piccole dediche, nonostante differiscano dal nostro approccio quotidiano al brand. In fondo, quanto male potrà mai fare l’amore libero e l’essere se stessi?

Cosa ne pensi? Facci sapere la tua sulla nostra chat Telegram, sul Forum o sui canali Social!

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Non conoscevo l'aromaticismo. Ho imparato una cosa in più.
Belline le immagini :)