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I contrasti tra Cina e Giappone non si placano: ritirati i prodotti Pokémon dopo l’evento del GCC cancellato a Tokyo

Il brand giapponese Uniqlo e l’azienda cinese Li-Ning hanno rimosso tutti i prodotti Pokémon dai negozi fisici e online in Cina.

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Le controversie legate all’evento Pokémon cancellato che si sarebbe dovuto svolgere presso il santuario Yasukuni continuano a generare conseguenze concrete sul mercato cinese. Il marchio giapponese di abbigliamento Uniqlo e l’azienda sportiva cinese Li-Ning hanno ritirato tutti i prodotti realizzati in collaborazione con il franchise dalle proprie piattaforme di vendita online e dai negozi fisici in tutta la Cina.

Cina vs Giappone

Il quotidiano governativo Global Times ha confermato martedì 3 febbraio che gli articoli a tema Pokémon sono scomparsi dall’applicazione ufficiale di Uniqlo e dagli store online su JD.com e Taobao, le due principali piattaforme di commercio elettronico cinesi. Il personale dello store di Uniqlo nel quartiere Sanlitun, uno dei punti vendita più grandi di Pechino, ha dichiarato che tutti i prodotti legati al franchise sono stati rimossi all’inizio della settimana, senza precisare se torneranno disponibili in futuro.

Anche Li-Ning, importante marchio cinese di abbigliamento sportivo, ha confermato tramite il servizio clienti che i prodotti Pokémon non sono più disponibili per la vendita online. Il personale di due grandi negozi della catena a Pechino ha confermato che gli articoli non sono attualmente in vendita nemmeno nei punti fisici.

I precedenti

A quanto pare, i contrasti tra Pokémon e il santuario Yasukuni non sarebbero una novità. Nel 2016, Pokémon GO aveva designato il santuario come Palestra e PokéStop, rendendolo una tappa di gioco per gli utenti. Nel 2019, alcuni dipendenti di Creatures Inc., una delle aziende azioniste del franchise, avevano pubblicizzato apertamente una visita al santuario sui social, cancellando successivamente i post dopo le critiche ma senza formulare scuse chiare.

La reazione degli utenti e delle istituzioni cinesi

Numerosi appassionati cinesi hanno espresso delusione sui social media. “La Cina è un mercato fondamentale per Pokémon, ignorare le realtà storiche è inaccettabile”, ha commentato un utente. Un’altra utente intervistata dal Global Times ha affermato che non acquisterà più alcun prodotto legato al franchise dopo questi ripetuti errori.

Anche il quotidiano People’s Daily è intervenuto lo scorso sabato con un editoriale, sottolineando che The Pokémon Company dovrebbe rispettare i sentimenti dei popoli nei diversi paesi in cui opera. La vera sfida, secondo gli osservatori, sarà verificare se l’azienda saprà trasformare questo incidente in un’occasione di riflessione sul futuro.

Se vi saranno aggiornamenti su questa delicata questione, vi terremo informati. Rimanete sintonizzati sul nostro sito!

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Fonte Globaltimes
articoli Pokémon Cina Giappone

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