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Ex impiegato di The Pokémon Company arrestato negli USA per telecamere nascoste nei bagni

Un ex dipendente di The Pokémon Company è stato arrestato per aver spiato nei bagni con una telecamera nascosta.

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   · 2 min lettura Mondo
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Un ex dirigente di The Pokémon Company è stato arrestato all’inizio di questo mese nello stato di Washington con accuse gravi legate a voyeurismo e all’installazione di telecamere nascoste all’interno di bagni pubblici frequentati da ignari cittadini.

Come riportato dal Seattle Times, Ben Tsai, 44 anni, residente a Bothell nell’area metropolitana di Seattle, è stato arrestato dopo che la polizia ha individuato una telecamera nascosta nel bagno di uno Starbucks situato nella vicina città di Kirkland.

Gli investigatori sono riusciti a risalire rapidamente alla sua identità grazie all’utilizzo della carta di credito di Tsai per effettuare un acquisto nel locale poco prima della scoperta del dispositivo.

Durante l’interrogatorio, Tsai avrebbe ammesso di aver nascosto telecamere in bagni pubblici “non più di cinquanta volte”, includendo supermercati e anche il suo luogo di lavoro, secondo quanto emerge dai documenti citati dalla stampa locale.

Nei documenti giudiziari l’azienda non viene inizialmente indicata, ma il Seattle Times afferma di aver collegato Tsai a The Pokémon Company tramite un profilo LinkedIn successivamente eliminato.

La posizione di The Pokémon Company

In una dichiarazione rilasciata al quotidiano, The Pokémon Company ha confermato che Tsai non fa più parte dell’azienda dall’inizio del mese e ha dichiarato di collaborare pienamente con le autorità impegnate nelle indagini.

Al momento dei fatti, Tsai ricopriva il ruolo di Director of Engineering presso l’ufficio di Bellevue, uno dei principali poli operativi della compagnia negli Stati Uniti.

I pubblici ministeri sostengono inoltre che Tsai avrebbe preso di mira colleghi transgender, elemento che emerge anche da un rapporto della polizia incluso negli atti dell’indagine.

In tale rapporto, un detective riferisce che Tsai avrebbe dichiarato di essere a conoscenza della presenza di persone transgender nel suo ufficio e di aver posizionato una telecamera anche nel bagno del luogo di lavoro.

La polizia di Bellevue, tramite il portavoce Drew Anderson, ha dichiarato di non aver ricevuto segnalazioni precedenti riguardanti comportamenti simili all’interno di The Pokémon Company e di non stare conducendo un’indagine specifica sull’ambiente lavorativo.

Le autorità hanno comunque invitato chiunque disponga di informazioni rilevanti o ritenga di essere stato coinvolto a contattare direttamente il dipartimento di polizia.

Durante l’interrogatorio, Tsai avrebbe dichiarato di non vendere né condividere i video registrati e di essere “principalmente curioso delle persone transgender”, aggiungendo di non essere attratto da minori.

Le forze dell’ordine hanno sequestrato dispositivi elettronici e un hard disk dalla sua abitazione, materiali che verranno ora analizzati nell’ambito dell’indagine.

Il processo è attualmente fissato per il mese di marzo, mentre le accuse dovranno essere valutate in sede giudiziaria e Tsai resta da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.

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Fonte seattletimes
arresto Seattle The Pokémon Company

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