Siamo tornati in quel di Orsterra per buttarci nella nuova avventura firmata Square Enix e Acquire: Octopath Traveler 0. Definire questa avventura “nuova” non è completamente corretto, visto che si tratta di un adattamento di un titolo uscito per piattaforme mobile ormai anni fa e apparentemente caduto nel dimenticatoio. Octopath Traveler: Champions of the Continent, l’esperienza mobile uscita ormai più di 5 anni fa, è invece stato una fonte inestinguibile di ispirazione e ha dato i natali al titolo di cui oggi leggeremo pregi e difetti.
La trasposizione su Nintendo Switch 2 di un titolo mobile potrebbe far storcere il naso a molti, ma non temete: Octopath Traveler 0 è un titolo colossale, che utilizza le radici del passato per forgiare un’avventura pienamente completa ed emozionante, restando fedele anche a molti canoni della serie principale. Entriamo quindi insieme nelle terre di Orsterra!
Comparto artistico mozzafiato
Cominciamo con uno dei punti di forza assoluti di questo titolo: il comparto artistico a trecentosessanta gradi. Per chi è abituato ai giochi di ruolo con visuale dall’alto in stile Pokémon, trovarsi nel mondo di gioco di Octopath Traveler 0 equivale a un colpo d’occhio mozzafiato. Le ambientazioni, curatissime e realizzate secondo l’ormai classico canone dell’HD-2D, sono piene di dettagli, variazioni cromatiche e livelli di complessità. Fra foreste piene di animali e fastose città c’è veramente da rifarsi gli occhi.
A proposito di ambientazioni, non si può fare a meno di citare la mappa di gioco come elemento che contribuisce alla resa artistica del titolo. Non si tratta di una mappa complessa e particolarmente articolata, ma offre sicuramente tantissimi diversi scenari in quello che è uno dei più vasti mondi di gioco creati dagli sviluppatori. Nella lunghissima avventura avremo modo di entrare in caverne spaventose, visitare teatri angusti e combattere nei più disparati luoghi; fattori che contribuiscono sicuramente a garantire l’immersività del titolo.
Sempre in fatto di immersività non possiamo dimenticare la colonna sonora di Octopath Traveler 0, che, come sempre, rimane indimenticabile per gran parte del gioco. Fidatevi se vi diciamo che l’apparentemente ripetitivo tema della città natale vi entrerà in testa per più di 70 ore di gioco, senza mai far si che quella sensazione di casa vi abbandoni ogni volta che tornerete al villaggio di Wishvale.
Comparto narrativo fra luci e ombre
Veniamo ora al motivo per cui stiamo percorrendo i sentieri di Orsterra. Per la prima volta nella saga, questo capitolo ci porta a seguire le vicende di un solo personaggio principale, a cui si affiancheranno i soliti e numerosi collaboratori, ma che svolgeranno solamente funzioni di contorno nella storia che vede protagonista il nostro personaggio. Da notare è che, rispetto agli avvenimenti dei capitoli precedenti, questa storia è ambientata in un lontano passato, il che la rende ottima per chi volesse affacciarsi per la prima volta alla serie Octopath Traveler.
Nato nel piccolo villaggio di Wishvale, il protagonista si è allenato per tutta la durata della sua (giovane) vita per diventare parte del corpo di guardia del villaggio. Proprio poco dopo l’ingresso in questo gruppo armato, l’occasione di sfoderare la spada arriva subito, dando inizio al tutorial del gioco. Un gruppo di forze armate malvagie incendia il villaggio in cerca di un magico anello dal potere sconfinato, ponendo le basi per una storia che, almeno inizialmente, vede nella sete di vendetta il suo principale carburante.
Con un anello di mezzo si strizza sempre l’occhio a Tolkien, chiaro punto di riferimento stilistico per molte parti del gioco: siamo all’interno infatti di un’avventura fantasy medievale, in cui la magia accompagna il nostro protagonista nelle sue avventure in ogni momento, garantendo capacità eccezionali utili a sconfiggere gli altrettanto eccezionali mostri e creature che incontreremo nel nostro cammino. Piccola nota negativa è il fatto che gran parte di queste creature sia presa da titoli del passato: ci sarebbe piaciuto vedere qualcosa di nuovo anche in questo fronte.
Scappati dal villaggio in fiamme e dopo il più classico dei time skip, avremo l’occasione di iniziare la nostra personalissima avventura in questo mondo aperto e sconfinato. La trama principale si snoda attorno a tre filoni principali, a seconda che il carburante della nostra sete di vendetta sia la fama, il denaro o il potere. Tutte e tre le strade narrative percorribili si incastrano alla perfezione, senza precludere al giocatore o alla giocatrice alcuni contenuti. Anzi, proprio dal punto di vista della mole di contenuti siamo rimasti sbalorditi: oltre a queste tre trame principali, l’avventura continua per ore e ore con missioni secondarie, mini-boss particolarmente ostici, grotte dimenticate, archi narrativi aggiuntivi (su cui evitiamo gli spoiler) e tanto, tantissimo altro.
A volte, tuttavia, l’impressione è che chi abbia scritto questa mole incredibile di dialoghi si sia concentrato troppo sulla quantità rispetto alla qualità. Molto spesso ci siamo trovati di fronte nemici che sembrano essere motivati dal più classico espediente malvagio in stile Dragon Ball Z: “vogliamo distruggere il mondo perché siamo cattivi!” Questo si traduce a volte in superficialità e troppa polarizzazione: i cattivi sono tali perché devono svolgere questa funzione, mentre l’eroe è il classico prescelto dal cuore buono e incorruttibile.
A proposito di eroe: il nostro personaggio è, per la prima volta nella serie, personalizzabile sotto molti aspetti; elemento che, considerato insieme alla solita vastità di personalizzazione lato equipaggiamento e abilità, rende il titolo decisamente immersivo. Se la storia che lo circonda è tutto sommato più che apprezzabile, quello di cui abbiamo sicuramente sentito la mancanza è la voce dei personaggi secondari. Troppo spesso, infatti, questi si limitano a essere semplici comparse nella storia, con magari brevi introduzioni che si riconfigureranno sempre nel comune intento di aiutare il protagonista a raggiungere i suoi obiettivi.
Il gioco vero e proprio
Veniamo ora al gameplay di Octopath Traveler 0. Siamo di fronte a un JRPG (gioco di ruolo alla giapponese, per intendersi) a turni, in cui l’azione dei combattimenti si svolge strategicamente in base alle caratteristiche di ogni singolo personaggio in gioco. Vagando per i pericolosi percorsi di Orsterra incontreremo dei nemici da affrontare quasi sempre in gruppo. I turni delle battaglie si svolgono in base alla velocità dei singoli personaggi: come spesso accade chi brandisce spade pesanti e pericolose attaccherà per ultimo, lasciando spazio prima a chi sa muoversi agilmente con archi e coltelli leggeri.
Ciascun personaggio arruolato nella propria squadra ha le sue peculiari statistiche, risultando utile in momenti e posizioni diverse del combattimento. Parliamo di “posizioni” poiché la propria squadra di otto personaggi è disposta in due file da quattro nel campo di battaglia. Seguendo questa disposizione, ciascun personaggio potrà utilizzare abilità specifiche provenienti anche dalle proprie armi, come per esempio la capacità di infliggere danni maggiori se ci si trova nella seconda fila. Sempre nelle retrovie si avrà un ruolo di supporto rispetto a chi combatte in prima linea con spade sguainate e denti stretti.
La varietà di attacchi sferrabili è grandissima. Le numerose armi di gioco si dividono essenzialmente in otto categorie, che determinano il tipo di danno messo a segno ai coriacei nemici. Ciascuno di questi ha delle debolezze specifiche che, una volta scovate, ci permettono di indebolirli e sferrare dei colpi caricati: più dannosi del normale e preparati nell’arco dei turni precedenti.
Se a questo aggiungiamo anche la presenza di una mossa speciale per ciascun personaggio, il livello di profondità e complessità di questo sistema di combattimento risulta veramente appagante e mai troppo complesso. Forse all’inizio sarà più complesso comprendere tutte le sfaccettature del combattimento, soprattutto per i neofiti che non sono abituati a non vedere la barra della vita nemica o a leggere lunghi tutorial in inglese (esatto, purtroppo manca la localizzazione italiana), ma, una volta ben rodato, questo fondamentale di gameplay risulta sicuramente come fattore positivo dell’esperienza intera.
Aggiungiamo una nota positiva per un aspetto meno frenetico del gameplay, ma altrettanto importante: la ricostruzione di Wishvale. Parallelamente alla storia principale avremo a che fare anche con delle missioni dedicate alla ricostruzione della nostra città natale. Dovremo raccogliere oggetti e completare brevi consegne per poter sviluppare la nostra personale città, in cui tanti elementi possono essere piazzati a piacimento, dando un’ulteriore senso di personalizzazione e novità rispetto al passato.
Conclusione
Octopath Traveler 0 è un classico JRPG a turni che porta sulle nostre console una versione incredibilmente potenziata di un lontano predecessore mobile della serie. La provenienza mobile poteva far pensare a un titolo maggiormente concentrato sulla narrativa rispetto alle fasi di gioco, ma così non è stato. La storia è si ricca e molto lunga, ma paradossalmente spesso pecca in superficialità ed estrema polarizzazione dei personaggi. Al contrario, il combattimento e le fasi di esplorazione della gigantesca mappa sono il fiore all’occhiello di un titolo ben curato esteticamente. Chi cerca un titolo in cui immergersi per ore e ore sarà sicuramente accontentato.
L’avventura di Square Enix e Acquire, tuttavia, presenta frequenti difetti che mettono in ombra molti dei suoi punti di forza: la storia è lunga, ma spesso superficiale e manca una traduzione in altre lingue diverse dall’inglese e dal giapponese; i personaggi secondari ci accompagnano in tutte le nostre avventure, ma le loro storie non vengono quasi mai approfondite decentemente; per la prima volta possiamo personalizzare il nostro personaggio, ma rimane l’unico a non essere doppiato, rendendolo di fatto muto in un mondo di colonne sonore e doppiaggi azzeccati; la mappa è vastissima, ma tanti nemici sono presi dal passato e usati in maniera riempitiva.
Insomma, Octopath Traveler 0 gode di tante luci, ma anche alcune ombre da non dimenticare. Ciò non toglie che siamo di fronte a un titolo riuscitissimo, che riesce a divertire tutti e rappresenta un buonissimo punto di partenza per i neofiti della saga, ma anche un caro ritorno per gli appassionati della serie. Potete trovare Octopath Traveler 0 sul Nintendo eShop al prezzo di 59,99€, oppure per altre piattaforme e a prezzo scontato sulle pagine di Instant Gaming.
Voto: 8.5
Impatto visivo del mondo di gioco
Sistema di combattimento profondo e dettagliato
Colonna sonora memorabile
La creazione del personaggio funziona
Mole incredibile di contenuti
Storia coinvolgente…
Mancanza di localizzazione in italiano
Gran parte dei nemici vengono dal passato della serie
Ci sarebbe piaciuta più profondità nelle storie dei personaggi secondari
Personaggio principale muto
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💬 Ultimi commenti su questa notizia
GameGate01
Devo ancora recuperare il 2, ma questo 0 mi sta piacendo.
Peccato per l'assenza dell'italiano, che a volte l'inglese è davvero romanzato