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Project Triangle Strategy, la prova della Demo

Abbiamo provato la Demo di Project Triangle Strategy su Nintendo Switch, l’esclusivo RPG tattico di Square Enix

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Durante la scorsa corposa Nintendo Direct è stato presentato un titolo che ha catturato subito la nostra attenzione per diversi motivi: Project Triangle Strategy, un RPG tattico di Square Enix dal nome ancora provvisorio.

Grazie all’immediata disponibilità della demo su Nintendo Switch, ci siamo ambientati nel gioco in quella manciata di ore disponibili per ora e siamo pronti a darne un’estesa opinione.

Le similitudini con Octopath Traveler si sprecano: il nome provvisorio mentre il gioco è ancora in sviluppo come successe per il suddetto titolo, ma soprattutto la grafica 2DHD, marchio caratteristico di Octopath caratterizzato da asset e texture bidimensionali in un mondo tridimensionale pieno di effetti ed effettini di post-produzione. Ma Octopath Traveler non è il solo gioco che ci viene in mente guardando Project Triangle Strategy; chi è stato abituato ai vecchi giochi tattici di Square Enix come Final Fantasy Tactics, per esempio, avrà avuto sicuramente un colpo al cuore.

Tuttavia, i collegamenti con questi videogiochi non vanno oltre queste primissime impressioni. Project Triangle Strategy ci si è presentato infatti con una sua identità molto forte: una storia che ha la parvenza di essere molto articolata e più realistica del fantasy di FF Tactics e Octopath, un gameplay più complesso e strategico dei due titoli e, soprattutto, la presenza ingombrante (e graditissima) del peso morale delle nostre scelte.

La Guerra del Sale e del Ferro

La Demo di Project Triangle Strategy ci chiede subito di non seguire troppo la trama, poiché ci ritroveremo in una fase avanzata e non riusciremo a seguire bene i dialoghi. Ciò è assolutamente vero nei primi minuti di gioco, ma è impossibile in seguito non ritrovarsi trascinati nel racconto.

Nortelia, ambientazione di Project Triangle Strategy

Nel continente di Nortelia regna un equilibrio bilanciato sul commercio mantenuto dai 3 regni principali: il reame di Sabulos ha il controllo sulla risorsa del sale, il regno di Aesglast possiede le più ricche miniere di ferro del continente, mentre il regno di Glenbrook vive del commercio navale.

Nella demo ci ritroveremo a giocare i capitoli 6 e 7 del gioco, nel momento in cui scoppia la cosiddetta Guerra del Sale e del Ferro, scatenata a quanto sembra da Gustaldov, comandante di Aesglast, che ha invaso Glenbrook. Ci ritroveremo quindi a dover prima fuggire dal colpo di stato nei panni di Serenoa Wolfhort, capofamiglia di uno dei casati del regno, e poi a dover difenderci dagli eserciti di Gustaldov per proteggere il principe Roland, erede al Trono di Glenbrook e nostro caro amico.

Dialogo, esplorazione e combattimento

Project Triangle Strategy ha un gameplay strutturato in tre fasi: dialoghi, esplorazione e combattimento. I dialoghi sono alternati da momenti cinematici, prettamente funzionali al racconto, e momenti in cui i giocatori cercheranno di influenzare la trama: quando si tratta di prendere decisioni importanti, ci sarà una votazione di tutti i personaggi presenti nel proprio party, ma, prima di essa, il gioco permette al giocatore di poter influenzare le opinioni altrui proprio attraverso il dialogo. Per quello che abbiamo visto, le scelte influiscono sensibilmente sulle dinamiche di gioco.

Non basta la sola dialettica per convincere gli altri, ma possono essere utili a questo scopo anche indizi e nuovi elementi scoperti con l’esplorazione. Andando in giro per i livelli di gioco e parlando con gli NPC, si otterranno nuovi strumenti o nuove prospettive che potrebbero tornare utili nelle discussioni per la votazione. L’esplorazione, inoltre, fa da collante per i combattimenti: si possono trovare farmaci e oggettistica che può tornare utile in battaglia, ma soprattutto è un ideale sopralluogo del terreno dove ci sarà uno scontro.

Come ogni videogioco tattico a turni, Project Triangle Strategy ha un combattimento basato su una griglia quadrata. I combattenti si alternano a turni per spendere Punti Azione utili a muoversi, attaccare o utilizzare strumenti. A fare la differenza in battaglia non sono tanto gli attacchi in sé, ma l’approccio strategico del giocatore.

Sfruttando le debolezze, ma soprattutto avvalendosi delle particolarità del campo di battaglia, l’esito di un attacco può fare una notevole differenza (ad esempio sfruttando le altezze per colpi più efficaci o addirittura usando elementi ambientali che possono modificare il terreno di gioco). I personaggi inoltre hanno diverse classi e possono progredire di livello anche durante i combattimenti, apprendendo nuove tecniche speciali.

Eleganza e tecnica

La demo di Project Triangle Strategy ci si è presentata con tutta la sua sontuosità, un’eleganza che traspare da ogni ambito: la grafica di gioco così come gli elementi dei menu e dell’interfaccia utente, le musiche e l’audio (c’è perfino il doppiaggio), le animazioni e gli effetti di post-produzione.

Questa eleganza non si manifesta solo nel comparto audio-visivo. Per il poco che abbiamo visto, lo stesso gameplay descritto poco fa è tecnicamente impeccabile e incastrato alla perfezione con gli elementi narrativi. Oggettivamente non si riescono a trovare difetti in Project Triangle Strategy, se non forse una struttura di gioco più tecnica e complessa rispetto alla norma dei JRPG, ma è una caratteristica insita in ogni videogioco tattico.

Project Triangle Strategy ci ha convinto su più fronti. La grafica a la Octopath Traveler e il gameplay stratificato si uniscono per formare un titolo che si prospetta essere una punta di diamante di Square Enix su Nintendo Switch. Attendiamo fiduciosi che l’azienda giapponese completi i lavori il prima possibile.

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