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[RECENSIONE] Spartan Fist, valanghe di pugni e pixel colorati

Spartan Fist, il gioco sviluppato da Glass Bottom Game, porta le lotte tra personaggi fatti di grandi pixel su Nintendo Switch.

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   · 7 min lettura Recensioni
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La piccola azienda di sviluppatori indipendenti americani Glass Bottom Game approdano su Nintendo Switch con uno dei loro titoli più famosi realizzato un paio di anni fa per PC. Stiamo parlando di Spartan Fist, il coloratissimo e pixellato roguelike in prima persona dove i pugni saranno l’unica arma a disposizione.

Una storia che c’è, ma nessuno te la racconta

Il gioco ha come protagonista Emma Jones, un’investigatrice privata che indaga sui famosissimi Spartan Fist, ovvero i pugni più potenti del mondo. La ricerca avverrà all’interno di diverse arene, in cui sarà costretta ad affrontare, a suon di pugni, numerosi nemici. Questa è la trama che viene raccontata dai programmatori, ma all’interno del videogioco non se ne fa nessun riferimento. L’avventura comincia con un veloce tutorial, dove verranno spiegate le funzionalità principali e la protagonista potrà ottenere i suoi pugni dopo essere stata catapultata all’interno di un’arena.

Personaggio Spartan Fist
Un nemico in Spartan Fist

Il tutto verrà illustrato da Franky, un irriverente gattino che si presenta dicendo di trovarsi sulla spalla di Emma. Dopo diversi combattimenti, ci troveremo davanti al boss del dungeon, che irrimediabilmente ci manderà K.O. in pochissimo tempo. Non verrà raccontata una storia continuativa, ma ogni volta che si muore si ricomincerà dall’inizio, dal primo dungeon, che a ogni nuovo avvio avrà una struttura casuale differente dalle precedenti. Anche nel caso in cui si riesca a sconfiggere uno dei boss dei quattro livelli, una volta terminati i punti vita, si dovrà ricominciare dal principio.

L’unico fattore trasversale, comune a ogni partita, saranno i potenziamenti eseguiti all’interno del The Fixer, che permetteranno di sconfiggere sempre più nemici e di poter proseguire più facilmente all’interno delle varie arene.

The Fixer
The Fixer

Tantissimi pugni e poco altro

L’avventura è un’esplorazione di dungeon, ma anche un gioco di ruolo in prima persona. Un’esperienza esplorativa dinamica, colorata e non molto strategica, infatti l’intelligenza dei personaggi che Emma dovrà affrontare non sarà estremamente avanzata. Provando a evitare i pochi colpi che riusciranno a portare ai danni della protagonista, sarà poi semplice sconfiggerli grazie a scariche di pugni, che gli lasceranno poco spazio per reagire. Inoltre il dungeon presenterà delle trappole su pareti e pavimenti, che spesso gli stessi avversari attiveranno subendo ingenti danni, se non addirittura rimanendoci secchi.

Spartan Fist Trappola
Trappola su una parete

L’unica arma a disposizione saranno i pugni, ma non tutti i cazzotti sono uguali. In Spartan Fist i pugni sono intercambiabili e, ognuno di essi, ha una propria velocità, una propria forza e una mossa caricata peculiare che, per esempio, può sferrare un montante che farà volare in aria l’avversario oppure potrà scagliargli addosso una valanga di pugni. Ogni mano con cui Emma potrà equipaggiarsi può essere potenziata immergendola in un elemento presente in modo casuale in degli altari situati nelle stanze di collegamento tra un’arena e l’altra. Negli stessi altari sarà possibile trovare anche nuovi pugni con cui sostituire quelli che si hanno già.

All’avvio della partita non sarà possibile scegliere la tipologia di pugni con cui iniziare, ma verranno assegnati in modo casuale. Questo rende più imprevedibile ogni nuova partita, ma limita la strategia, lasciando molto spazio alla fortuna. Durante i combattimenti, è possibile adattare in base alla posizione dei nemici l’obiettivo da colpire tramite tre opzioni: Updraft, che permette di focalizzarsi sul bersaglio in primo piano; Duelist, mette a fuoco la visione a medio raggio della protagonista; Brawler, quando la quantità di nemici all’attacco è ingente e si devono danneggiare più soggetti.

Il combattimento è molto dinamico e un po’ confusionario a causa dei tanti dettagli che, rappresentati tutti come cubetti di pixel, rendono le situazioni più concitate un subbuglio di cubetti colorati che spesso distraggono dall’obiettivo principale. Il sangue, i poteri attivati sui pugni che sprizzano dalle mani, i nemici sconfitti che esplodono, tutti sono piccoli cubetti che zampillano sul display alimentando il disordine.

Spartan Fist

Oltre ai colpi, dovremo gestire anche la visuale e i movimenti. Con la protagonista vista in prima persona, spesso risulta difficile coordinarsi per saltare sui piani o evitare delle trappole. Inoltre non è possibile recuperare nessun tipo di oggetto dai dungeon, come invece accade spesso nei giochi di esplorazione. Si otterranno soltanto monete sconfiggendo i nemici e che potranno essere utilizzate per potenziare le varie tipologie di pugni.

Per chi non volesse cimentarsi nell’avventura principale, sono disponibili altre modalità di gioco, anche se le situazioni e gli ambienti sono sempre gli stessi e consistono in delle sfide giornaliere e settimanali sul tempo, sulle monete guadagnate o sul numero di livelli completati.

Modalità di gioco Spartan Fist
Modalità di gioco Spartan Fist

Stile grafico di Minecraft e audio da stadio

La grafica di Spartan Fist ricorda molto quella di Minecraft, amata da videogiocatori di tutte le età. Le figure squadrate e colorate entrano bene in risalto con il resto dell’ambiente, per lo più monocromatico e tendente ai colori scuri. Gli elementi regolari però, in alcune circostanze si confondono tra loro impedendo di distinguere oggetti utili come le unità di ricarica dei punti vita dai semplici resti dei nemici sconfitti. Questi ultimi si disintegrano dopo poco tempo, ma appena il nemico esploderà sotto i pugni di Emma, potremmo non accorgerci della presenza dell’oggetto sopra citato, e difficilmente avremo tempo e voglia di tornare a esplorare quella zona dell’arena, frettolosi di sconfiggere tutti i nemici presenti per sbloccare le porte e proseguire nell’esplorazione.

Unità di recupero punti vita
Unità di recupero punti vita

Questa fretta è figlia di un gameplay ripetitivo e di una grafica confusionaria che però risulta divertente, forse perché accompagnata da un comparto audio energico e allegro, che fa da ottimo contorno all’idea di arena con un pubblico da stadio che incita i combattenti.

Le uniche lingue presenti del gioco sono inglese, cinese semplificato e coreano.

Fattore Switch

Spartan Fist non nasce per Nintendo Switch, ma arriva da un adattamento dello stesso gioco uscito nel 2018 per PC, che ne riesce a implementare alcune delle funzionalità peculiari anche se non nel migliore dei modi. Essendo basato sulla meccanica di combattimento tramite pugni, sfruttando le tecnologie dei Joy-Con, sarà possibile utilizzare l’accelerometro e i sensori di movimento per cambiare visuale e sferrare pugni. La reattività sia dell’accelerometro che soprattutto dei sensori di movimento non garantiscono una migliore esperienza di gioco, anzi, la rendono macchinosa e lenta, rischiando di subire ingenti danni dai nemici dato che la velocità con cui Emma porta i pugni è minore rispetto all’utilizzo dei tasti. Del resto però, sferrare pugni in questo modo è un ottimo sfogo e se giocato in compagnia, risulta divertente e aggregante.

Le prestazioni, sia in mobilità che nel dock, sono molto buone, senza cali di frame, con un’ottima risoluzione in entrambe le modalità di gioco.

Conclusioni

Un gioco originale e divertente, che permette di sfogare la rabbia scaraventando sui poveri malcapitati dell’arena una serie infinita di colpi fino a farli esplodere in mille pixel. Ricordando che Spartan Fist è stato realizzato da piccolo gruppo di sviluppatori e venduto a un prezzo irrisorio, oltre all’idea originale e divertente c’è poco altro da promuovere con voti alti.

Ingresso in arena
Ingresso in arena

Prima fra tutte le mancanze è l’assenza di una storia che però i programmatori sostengono esserci. Tuttavia nessuno all’interno del gioco fa riferimento a investigatori o al fatto che la protagonista si chiami Emma. Semplicemente è un gioco da ripetere a oltranza fino al suo completamento, riproponendo più volte lo stesso format, ricominciando ogni volta dal principio, come se i nostri passi avanti fossero quasi del tutto vani.

La confusione del gameplay e la grande quantità di colori rendono Spartan Fist allegro ma anche pesante da giocare per molto tempo consecutivo. Le modalità di gioco alternative non sono altro che un pretesto per presentarci la stessa esperienza di gioco sotto un’ottica apparentemente diversa, ma che nella sostanza non cambia.

L’impossibilità di costruire una tattica a partire dalla scelta iniziale dei pugni, fa perdere al gioco quel coinvolgimento strategico che molti utenti cercano. Questo avrebbe permesso di potenziare con intelligenza i pugni, sfruttando poi nei dungeon i mezzi messi a disposizione dagli altari. Con il metodo attuale, invece, ci ritroviamo a potenziare dei pugni in modo casuale senza avere la certezza che li utilizzeremo nella partita che cominceremo.

Spartan Fist
Attacco dall’alto

La non fedele reattività nell’uso dei sensori presenti nei Joy-Con per sferrare pugni, limita una modalità di gioco che sarebbe potuta essere estremamente divertente e coinvolgente per il giocatore.

La ripetitività, che in un roguelike sappiamo essere una pecca spesso inevitabile. I mezzi di attacco che in alcuni casi non sono adatti alla situazione o allo stile di combattimento adottato. La confusione che si genera soprattutto quando si devono affrontare numerosi nemici. Sono tutti fattori che insieme danno come risultato un gioco che stanca velocemente, con più di qualche rimpianto per un’ottima idea sfruttata non al pieno delle sue potenzialità.

Spartan Fist è acquistabile in versione digitale sul Nintendo eShop al prezzo di 12,49€.

Voto: 6.5

Pro
Idea originale
Combattimenti divertenti
Dungeon casuali
Controlli tramite sensori e accelerometro
Contro
Trama del gioco non pervenuta
Confusione nelle fasi concitate
Strategia limitata
Ricominciare sempre dal principio

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