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La Biblioteca dell''Antico Chateau: ...

La Biblioteca dell''Antico Chateau: ...

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L’Antico Chateau è luogo ricco di mistero: strane presenze, rumori inquietanti ed una biblioteca che raccoglie i più bizzarri tomi sulle leggende e sui più ignoti segreti Pokémon. Cosa è stato nascosto alle menti di ogni giovane allenatore?
*Un libro si muove quasi come se avesse una vita propria..*

 

*Mostra una pagina, quasi invitandoci a leggerla..*
Interessante… Oggi leggeremo del..

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… per la prima volta, accadde qualcosa di inusuale. Il libro era completamente bianco, ogni singola pagina rovinata, logorata, deserta. Riposammo dunque il tomo all’interno della libreria, nel piccolo spazio vuoto che aveva lasciato fra le centinaia di manuali che avevamo ormai letto e dai quali, in quei mesi, eravamo riusciti ad apprendere verità sconcertanti e spesso contrastanti fra loro.

Cydonia: “Oggi sembra esserci andata male, nessuna storia per noi. È il momento di tornare a ca-

Le stranezze non erano finite. Non appena posammo il tomo, la libreria cominciò a spostarsi, quasi come trascinata da una forza sovrumana, lasciandosi dietro un rumore stridulo ed assordante. Dopo diversi interminabili secondi, la libreria si era completamente staccata dalla parete, rivelandoci una porta nascosta.

Chaos: “O mio Dio. Vi prego, non entriamo.. io, ecco, sono ancora giovane…

Vanillite: “Non è il momento per tirarsi indietro. Ci sono tante cose che dobbiamo ancora scoprire, voglio e devo sapere cosa si nasconde dietro a quella porta.

Con un pizzico di coraggio, forse unito ad una discreta dose di scelleratezza, Vanillite strinse il pomello e con un rapido giro spalancò la porta. Dietro la biblioteca dell’Antico Chateau si nascondeva un piccolo ufficio, con al suo interno un uomo sulla cinquantina. Se ne stava seduto sulla sua scrivania, circondato da fogli ed attrezzi da lavoro: matite, penne, tempere. Davanti alla sua postazione quattro piccole sedie, poste l’una accanto all’altra.

?: “Vi stavo aspettando. Sedetevi pure. Avrete tante domande.

Ken: “Tu… Tu chi sei?

?: “Curioso che tu me lo chieda, Ken. Potrei cominciare dicendoti che sono un tuo omonimo.

Ken: “O- … Omonimo?

?: “Già. Sono Ken Sugimori, il principale disegnatore dei Pokémon, ideatore delle loro fisionomie, ed autore di ogni singolo libro che avete letto in questi mesi.

Cydonia: “COSA?! Hai scritto tu tutti quei libri? Ma che senso ha?! Nei tomi che abbiamo letto in questi mesi spesso abbiamo rilevato verità contrastanti l’una con l’altra, teorie che si contraddicevano fra loro, scenari apocalittici ben distanti dal concetto originale di Pokémon. Perché… ?

Ken Sugimori: “Perché una verità non esiste. O forse esistono tutte contemporaneamente. Nel mondo c’è chi ha creduto di poter fare soldi sfruttando i Pokémon, chi ha voluto tramite loro dominare le terre e le maree, chi utilizzarli per dominare lo spazio ed il tempo, chi ancora per ridurre l’umanità in schiavitù. Non sono forse anche questi concetti lontani dal vostro modo di intendere la vita assieme ai vostri Pokémon? L’unica verità è che ogni allenatore sceglie in cosa credere, nei valori per cui lottare, formato e motivato dai propri ideali e dalle proprie esperienze di vita. Forse è davvero esistita una guerra prima del tempo che voi ora conoscete, o forse è solo uno dei mondi in cui gli allenatori credono per giustificare il forte legame che l’uomo ha con i Pokémon.

Vanillite: “Dunque quello che ci stai dicendo è che… non dovremmo credere a nessuna di quelle storie?

Ken Sugimori: “Non esattamente. Quello che voglio farvi capire è che tutte quelle storie non sono fatte per essere credute o meno, ma per arricchire la vostra esperienza ed il vostro modo di vedere le vita. Da una realtà si possono creare tante storie differenti: un Cubone può essere un cucciolo di Kangaskhan, ma anche figlio di una tribù di cacciatori di taglie. Wobbuffet potrebbe essere vivo solo all’interno della sua coda, la quale potrebbe però anche rivelarsi il piccolo fratellino debole del Pokémon. Solo vivendo una vita alla ricerca delle possibili verità, e non seguendo i percorsi e le vedute di base che la massa impone, è possibile diventare veri maestri di Pokémon. Il concetto di Pokémon stesso del resto è insito questo valore: avremmo forse un mondo Pokémon se qualcuno non avesse pensato ad un concetto intermedio fra gli animali e l’uomo?

Ken: “Mi fa male la testa…

Ken Sugimori: “Tranquilli, forse oggi non vi sarà chiaro, ma un giorno capirete ciò che vi ho voluto insegnare in questi mesi. Ora, per voi lettori instancabili, un premio: ho qui con me i disegni dei Pokémon mai definitivamente realizzati. Un’insieme di idee rimaste intrappolate su carta.

Chaos: “Come mai non sono mai state pubblicate? Perché non hai realizzato questi Pokémon, negli anni?

Ken Sugimori: “Proprio perché esistono tante verità, partendo dal medesimo concetto. Non c’è “un solo Pokémon”, ma per ogni Pokémon centinaia di idee diverse: ed è solo conoscendole tutte, che ho avuto la possibilità di scegliere le migliori.

Vanillite: “Adesso credo di cominciare a capire…

Ken Sugimori: “Eccole qui. Dategli un’occhiata.

Un Pokémon simile ad un felino. Doveva essere un’alternativa a Jinx, poi successivamente scartato.

Una sorta di insetto con delle nuvolette di fumo che lo circondano, forse con qualche collegamento a Koffing e Weezing. Ha lo stesso numero di Qwilfish.

Un rettile uscito da un uovo, disegnato durante gli sketch di prima generazione (all’interno della quale ancora non esistevano le uova Pokémon). Anche questo Pokémon non è mai stato realizzato.

Condivide il numero di pokédex con Igglybuff. Conosce la mossa “Respiro di fuoco“, ed ha un disegno simile a quello di Charizard: piccole braccia e corna dietro la testa.

Di questo Pokémon si conoscono solo il nome e l’immagine. Il suo numero di Pokédex è il 212, è di tipo Acqua, ed apprende le mosse Pistolacqua, Ruggito ed Azione. Forse un primo concetto di starter per la serie di Oro e Argento?

Come Kurusu, se ne conosce solo il nome e l’immagine. Il nome deriva da Hono (fiamma in giapponese) e Guma (orso in giapponese). È un tipo Fuoco, conosce le mosse Ruggito, Braciere, Azione. Probabilmente il primo starter di tipo fuoco della serie di Oro e Argento.

Molto simile ad Hitmontop come concetto, sembra però somigliare a Clefairy. Probabilmente una sua evoluzione alternativa, poi abbandonata per far entrare questo Pokémon nella linea evolutiva di Tyrogue. Appartiene agli sketch di Oro e Argento.

Assieme all’illustrazione di qua sopra, anche questo Pokémon venne mostrato ufficialmente. Tuttavia, non venne poi successivamente rilasciato, anche se probabilmente ripreso anni dopo per il concetto di Tirtouga.

Latias e Blaziken originariamente erano “un solo Pokémon“: difatti, questo doveva essere l’aspetto del leggendario della serie Rubino e Zaffiro. Tuttavia, successivamente il Pokémon è stato diviso in due concetti separati, l’evoluzione finale dello starter di tipo fuoco (Torchic) Blaziken, e Latias – reso più simile ad un Drago.

Ken Sugimori: “… e questo era l’ultimo. Spero che l’intera esperienza dell’Antico Chateau sia stata di vostro gradimento, per me adesso è tempo di andare.

Cydonia: “Aspetta Ken, abb-

Un flash, una luce accecante. Un boato. In un battito di ciglia tutto scomparve, e ci ritrovammo seduti nel prato su cui fino a pochi secondi prima si erigeva l’Antico Chateau. Tutto ciò che avevamo letto scomparso nel nulla, tutto ciò che avevamo imparato impresso nelle nostre menti.

Vanillite: “È tutto finito…

Chaos: “Dio, non riesco a credere a tutto quello che è successo. Ma soprattutto perché diamine è svanito tutto nel nulla di punto in bianco?

Ken: “Non ne ho la più pallida idea, ma dobbiamo assolutamente raccontare a tutti quello che è successo – basta con il tenere segreto le nostre scampagnate all’Antico Chateau. Potremmo utilizzare Internet per diffondere tutte le storie che abbiamo avuto modo di leggere; conosco un sito, Pokémon Millennium, che è pieno di fan dei Pokémon come noi. Sicuramente sarà il posto giusto…

Cydonia: “È un ottima idea Ken. Venite tutti a casa mia, cominceremo a lavorarci da subito…

Ed è così che cominciammo, settimana dopo settimana, a redigere articoli su ciò che avevamo imparato all’Antico Chateau. Un diario di bordo dell’esperienze vissute, di quei mondi alternativi di cui avevamo avuto modo di apprendere i segreti più profondi.

Nei giorni successivi, forse presi dalla nostalgia, tornammo nel luogo in cui fino a poco tempo prima si erigeva l’Antico Chateau. Con sorpresa notammo che davanti a noi non c’era nulla: un piccolo vicolo senza uscita, un muro di mattoni e nient’altro.

Forse l’Antico Chateau non è mai esistito. Forse esiste ancora, da qualche altra parte del mondo.

Forse in questi mesi, noi – voi, e chiunque leggerà le nostre storie – abbiamo solo dato un’occhiata al mondo da tutti i punti di vista che ci concede.

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Articolo di Redazione
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Sono rimasto shockato :laugh:


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E'...é finita?


 


Bello, comunque.


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peró non doveva finire :'(


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